Web writer, ma tu quanto guadagni (e come fai)?

Web writer, ma tu quanto guadagni (e come fai)
Un sacco di soldi, per un web writer!

Web writer, ma tu quanto guadagni (e come fai)? Lo so, è una domanda tosta, ma te la faccio lo stesso e se continui a leggermi scopri pure il perchè!

Nella corsa verso il web writing di professione capita di incontrare numerosi ostacoli. E uno di quelli più rognosi è proprio il compenso. Non so voi ma io, che da qualche tempo ho intrapreso la via della scrittura per il world wide web, ci sono già inciampata spesso. E’ dura trovare il cliente giusto; il committente che ti paga quanto dovrebbe. E così, per dirla alla facebook, sono in una relazione complicata col web writing.

Ogni tanto provo a tirarmi sù di morale dicendomi: «Dai, almeno tu hai qualche eccezione che conferma la regola» , ma in generale ammettiamolo: quanto è difficile vivere di questo lavoro, oggi? Perché sembra impossibile o quasi ottenere il compenso giusto, specie se non sei proprio agli inizi ma nemmeno un web writer “navigato”? E poi tu, web writer, quanto guadagni, o meglio: riesci a vivere del tuo lavoro?

Due spunti di riflessione…

… Io li ho trovati in questi articoli firmati Riccardo Esposito e Beatrice Niciarelli. In entrambi i post viene affrontata la questione “sporca” del compenso al pezzo e la problematica del lavoro di scrittura online, troppe volte sottostimato e sottovalutato.

Per Riccardo bisogna dire basta a chi ci offre 6 euro per 300 parole. Perché quelle 300 parole purtroppo non si scrivono da sole, per venir bene devono essere ragionate e in fondo, io aggiungerei, sono anche un consumo di energia elettrica. Quella che utilizza il laptop su cui lavoro. Io sono d’accordo, condivido e sottoscrivo!

Poi però mi chiedo: ma dove si trovano clienti disposti a sborsare ben 6 euro per 300 parole?! No perché io purtroppo per la maggior parte dei casi ho visto:

✓ Clienti che offrono 50 cent al pezzo.

✓ Clienti che NON pagano un cent a parola

✓ Clienti che… Ti do’ pure visibilità, che altro vuoi di più? Soldi?!

Se 6 euro per 300 parole sono deludenti e inaccettabili, queste tre opzioni sono a dir poco deprimenti e vergognose per qualsiasi web writer. Perché ti segano le gambe. Ma per quanto ho potuto notare sono queste offerte scadenti che vanno per la maggiore, e allora se non sei proprio agli inizi ma nemmeno super-affermato, cosa devi fare per far diventare il web writing il tuo mestiere? Come devi muoverti per non svenderti e non doverci rimettere?

Il nocciolo del problema “ingiusto compenso”

Io non saprei dire quale sia il nocciolo del problema compenso per chi, come me, scrive per il web; ci sono troppe cause in gioco, ci sono infatti:

✓ Quelli che pensano che scrivere sia una cosa facile e per questo non ci pagano il giusto.

✓ Quelli che fanno i web writer tanto per arrotondare.

✓ Quelli che non sanno dare un prezzo al proprio lavoro.

✓ Quelli che va bene tutto pur di portare a casa qualche euro.

✓ Quelli che fanno dumping e affossano ancor più il mercato.

✓ Quelli che non hanno la più pallida idea di quanto sarebbe giusto farsi pagare, perché si sono appena immessi nella strada del web writing e non sanno ancora come muoversi bene.

E poi ci sono quelli come me, i nè carne nè pesce. I non esordienti ma nemmeno affermati abbastanza per poter esser presi in considerazione dai clienti giusti. Noi siamo quelli che si sentono costretti (ma non lo fanno!) ad accettare il compromesso nella speranza, un giorno, di diventare un web writer con la W.

Io ho un sogno

Io sogno di poter dire davvero: «basta a 6 euro per 300 parole! Non scenderò mai sotto i 4, 5 o 6 cent a parola!», perché a quel punto vorrà dire che starò davvero guadagnando e vivendo del mio lavoro. Ma nel frattempo cosa dovrei fare? Continuare a lavorare gratis o per visibilità, anche se non sono più novella? Oppure cedere al ricatto pur di farmi conoscere, ripagandomi almeno un po’ di corrente elettrica?

Il web writer che vorrà sciogliere il mio dilemma si faccia avanti: lo aspetto con impazienza nei commenti! Intanto io continuerò a scansare i compensi-vergogna, cullandomi nelle mie poche( ma buone!) e care eccezioni. Tenendo le dita incrociate e sperando nella dea bendata.

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